Dopo la nascita si apre un tempo nuovo.
Un tempo in cui il corpo continua a trasformarsi, la relazione con il bambino prende forma e la quotidianità si ridisegna poco alla volta.
È una fase di scoperta reciproca, in cui madre e bambino imparano a conoscersi fuori dal corpo, mentre anche chi è accanto alla madre trova il proprio modo di esserci.
Qui trovi spazi di accompagnamento pensati per sostenere questo nascere insieme, prendendosi cura della madre, del bambino e della nuova quotidianità che prende forma intorno a loro.
Rielaborazione del parto
Supporto diurno e notturno
Avvio e sostegno all’alimentazione neonatale
Portare il bambino in fascia o marsupio - Babywearing
Acquamotricità neonatale
Yoga neonatale
Accompagnamento negli spostamenti
Il parto è un’esperienza intensa, che lascia segni profondi nel corpo e nella memoria. La rielaborazione del parto è uno spazio di parola e ascolto, in cui raccontare ciò che è accaduto e come è stato vissuto, nel tempo che viene dopo. È un tempo per fermarsi insieme, dare voce all’esperienza e permettere che trovi un posto nella storia della madre e del bambino.
Ogni incontro segue il ritmo di chi racconta, con calma e continuità, offrendo presenza perché ciò che è stato vissuto possa essere riconosciuto e integrato.
Con l’arrivo di un bambino i tempi cambiano, le priorità si ridisegnano e ciò che prima era familiare chiede di essere riletto alla luce di ciò che ora c’è.
Il sostegno a casa è un accompagnamento pensato per abitare questo tempo che si apre, aiutando la madre e la coppia a creare un ritmo nuovo, più aderente alla realtà che si sta costruendo.
La mia presenza si inserisce nella quotidianità per osservare insieme, fare spazio, sostenere i gesti di ogni giorno e permettere che una nuova organizzazione prenda forma con gradualità.
Essere accompagnate in questo tempo significa potersi concedere flessibilità, comprensione e disponibilità verso sé stesse e verso il bambino.
Nutrire un neonato è molto più che rispondere a un bisogno fisiologico. È un tempo di incontro, fatto di sguardi, contatto e ascolto reciproco, in cui madre e bambino imparano a conoscersi.
Questo accompagnamento offre uno spazio di sostegno e orientamento nei primi passi dell’alimentazione, qualunque sia la scelta fatta. Che si tratti di allattamento al seno, artificiale o misto, l’obiettivo è favorire una scelta sentita e sostenuta, rispettosa della madre e del bambino.
Nutrire diventa così un gesto che può trovare equilibrio, continuità e fiducia, dentro una relazione che si costruisce giorno dopo giorno.
Portare il bambino è molto più di un mezzo pratico: è un atto d’amore, un modo per accogliere, contenere e abbracciare il nuovo venuto.
Attraverso la fascia o il supporto giusto, il bambino percepisce sicurezza, legame e protezione, mentre la madre ritrova il proprio corpo e la propria fiducia.
Portare non serve solo per spostarsi, ma per creare un ritmo condiviso, favorire l’autostima del bambino e accogliere le emozioni che arrivano nei primi mesi.
È un modo di amarsi insieme, di creare relazione, intimità e senso di sicurezza.
L’acqua è un luogo che accoglie e riconduce a casa.
Per il bambino richiama un tempo conosciuto, per la madre offre uno spazio morbido in cui il corpo può ritrovare respiro e continuità dopo la nascita.
Entrare in acqua insieme significa concedersi un ritorno: a sensazioni familiari, a movimenti naturali, a un ritmo più lento. I gesti sono semplici e fluidi, pensati per permettere a madre e bambino di muoversi insieme in un ambiente che avvolge e accompagna.
In questo spazio, il corpo ricorda, si distende e si affida.
Uno spazio in cui muoversi insieme al proprio bambino, senza separare ciò che ora vive unito.
Il corpo della madre si rimette in movimento accogliendo la presenza del bambino, lasciando che postura, respiro e gesto trovino una forma nuova.
In questo tempo si fa esperienza di qualcosa di molto concreto: c’è spazio per il bambino e c’è spazio anche per la madre.
Il movimento diventa un modo per stare, ascoltare e riconoscere che la relazione non toglie, ma trasforma. Attraverso posizioni semplici e movimenti adattabili, il corpo ritrova gradualità e continuità, mentre la relazione con il bambino si nutre di contatto, sguardi e presenza condivisa. È un invito a stare nel corpo che cambia, insieme, senza dover scegliere tra sé e l’altro.
L’idea che l’auto faccia dormire tutti i bambini è una leggenda.
Per molti neonati, stare nel seggiolino, affrontare il viaggio o semplicemente uscire di casa può essere molto attivante, e anche pochi chilometri possono diventare lunghi e impegnativi.
Questo accompagnamento nasce per sostenere la madre e il bambino negli spostamenti in modo concreto e sicuro.
Essere in due permette di restare presenti: una persona guida, l’altra resta in ascolto del bambino, dei suoi segnali e dei bisogni che emergono durante il tragitto.
La presenza accanto aiuta a muoversi con maggiore attenzione, evitando soluzioni improvvisate e permettendo allo spostamento di diventare un tempo attraversabile, anche quando non è semplice. Uscire insieme diventa così un passaggio possibile, rispettoso dei ritmi del bambino e della madre, senza forzature e con maggiore tranquillità.
Le proposte possono essere scelte singolarmente, in cicli o in combinazioni.
Nella pagina A due mani trovi le diverse possibilità e le informazioni su modalità e costi, per orientarti con calma.
Se invece senti il bisogno di raccontarmi qualcosa di più, o preferisci un contatto più aperto e personale, trovi lo spazio giusto nella pagina Con-Tatto